“Atti insensati” per gli allievi over 26 di TeatroStudio al Mulino Pacifico

Martedì 26 aprile, alle ore 20.30, presso il Mulino Pacifico, andrà in scena “Atti insensati”, il saggio spettacolo di fine anno accademico degli allievi del corso “TeatroStudio over 26”, diretto da Michelangelo Fetto.

In scena quattro attrici e quattro attori per quattro piccoli atti unici che teatralmente rappresentano gli italiani colti nella esibizione dei propri vizi privati e pubbliche virtù. Un’altalena di piccoli drammi che alternano squarci di esilarante commedia messi in scena da Raffaele De Bellis, Miriam Frattolillo, Luigi Massimo Martone, Alessandra Ragni, Filomena Rizzo, Cosimo Servodio, Giuliana Tesauro, Giuseppe Pastore.

TeatroStudio, Scuola di recitazione della città di Benevento, fondata dalla Solot Compagnia Stabile di Benevento nel 1992, sotto la direzione artistica di Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia, è da sempre attivo riferimento di formazione, produzione di spettacoli e collaborazioni artistiche. Tutti i corsi si basano sulle seguenti aree di pratica: il corpo, la voce, l’azione performativa, la messa in scena, che vengono sperimentate e potenziate in una dimensione sempre ludica, dinamica e accogliente. La scuola di recitazione si compone di più sezioni: TeatroStudio Ragazzi, laboratorio teatrale per bambini e ragazzi dagli 8 agli 11 anni e dai 12 ai 15 anni; TeatroStudio, corso triennale di teatro per giovani dai 16 ai 26 anni; TeatroStudio over 26, laboratorio teatrale per adulti dai 26 anni in su.

Il costo del biglietto per la visione dello spettacolo è di € 5. La biglietteria sarà attiva a partire dalle ore 18.00 del giorno dello spettacolo presso il botteghino del Mulino Pacifico, sito in via Appio Claudio, 17. 

Ricordiamo, inoltre, che l’ingresso in struttura sarà consentito esclusivamente ai possessori di green pass rafforzato.

Secondo appuntamento con “Tempo di Ridere”, la rassegna stand up comedy della Solot

econdo appuntamento con “Tempo di ridere”, la nuova rassegna di stand up comedy della Solot

Sabato 23 aprile, alle ore 20.30, al Mulino Pacifico torna “Tempo di ridere”, la nuova rassegna di stand up comedy promossa dalla Solot Compagnia Stabile di Benevento, con il coordinamento artistico e organizzativo di Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia e la consulenza artistica di Giovanni Perfetto. La rassegna rende protagonista la stand up comedy, show comico caratterizzato da un dialogo diretto tra il performer e il pubblico presente in sala.

Dopo il grande successo di pubblico riscosso lo scorso 8 aprile da Sergio Viglianese, sarà la volta in scena, sabato 23 aprile, alle 20.30, del giovane comico partenopeo Vincenzo Comunale con il suo nuovo show “Definitivo3”.

Con i suoi monologhi Comunale spesso ribalta la realtà, evidenziandone le contraddizioni e proponendo punti di vista alternativi. Se vuole parlare di Napoli, evita i luoghi comuni; se vuole parlare della sua generazione, evita discorsi retorici; se vuole parlare di cose che non conosce, evita.

Napoletano, classe ’96, Vincenzo Comunale è un comico ed autore. Ha vinto diversi premi Nazionali (come il “Premio Massimo Troisi” ed il “Premio Charlot”) ed ha partecipato a “Zelig”, in prima serata su Canale 5 (2016). Nel 2019 entra a far parte del cast fisso di “Battute?”, in seconda serata su Rai 2. Molto attivo anche sul web, scrive sceneggiature per video comici virali (alcuni raggiungono milioni di visualizzazioni) e per pagine di satira online (fra tutte “Kotiomkin”). Dal 2021 un suo special è online su “Amazon Prime Video” e nello stesso anno torna come monologhista a “Zelig”, in prima serata su canale 5, nell’edizione condotta da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada.

“Tempo di ridere” si concluderà sabato 14 maggio, sempre alle 20.30, con Carmine Del Grosso in “#Solo uno spettacolo tra amici” uno show in cui il comico, di origine beneventana, come in una chiacchierata tra amici racconta i suoi drammi, che inevitabilmente si riveleranno essere i drammi di tutti.

Il costo del biglietto per la partecipazione agli spettacoli è di € 12. Per ogni evento sarà attivata la biglietteria a partire dalle ore 18.00 del giorno stesso dello spettacolo presso il botteghino del Mulino Pacifico.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri 0824/47037 e 3381457688.

Ricordiamo, inoltre, che l’ingresso in struttura sarà consentito esclusivamente agli spettatori muniti di green pass rafforzato e mascherina ffp2.

Rugantino, il musical rivive momenti fiabeschi

Rugantino, il musical storico firmato Garinei & Giovannini, scritto insieme a  Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa, è tornato ad illuminare le scene dei teatri italiani per gli amanti del musical. Una full immersion (a Napoli presso il Teatro Augusteo fino al 10 aprile) nelle musiche memorabili del Maestro Armando Trovajoli e nello spirito indistruttibile di un personaggio vivace e unico come quello del protagonista. Michele La Ginestra nei panni di un Rugantino ironico e burlesco, mai esagerato è sempre in equilibrio con i compagni di viaggio, vede accanto a lui Serena Autieri, la Rosetta per eccellenza, che conferma la sua personalità originale e la sua voce meravigliosa.  A completare il quadro d’autore sono Edy Angelillo, una gaia e irrefrenabile Eusebia e Vincenzo Falla, che veste a pennello i panni del Mastro Titta tenero e accogliente, così vicino al ricordo storico del primo interprete di questo personaggio, il mitico Aldo Fabrizi.  Si riconosce la regia di Pietro Garinei, con la supervisione di Massimo Romeo Piparo, che  esalta l’insieme creando una sinergia e una grande fluidità tra le armoniose coreografie e le bellissime scene e costumi di Giulio Coltellacci.  

La compagnia, molto affiatata, è composta da  Giulio Farnese (Don Nicolò) e Brunella Platania (Donna Marta), Monica Guazzini (Vecchia dei gatti), Gerry Gherardi (Prete), Marco Rea (Gnecco), Alessandro Lanzillotti (Bojetto), Pietro Antonino Tosto (Marchese Facconi), Marco Valerio Montesano (Scariotto). Ogni personaggio regala al pubblico momenti differenti, tra ilarità ed emozione, magia e satira. stupendo il momento di “Roma non fa’ la stupida stasera”, tra la fatata corale e l’insieme unico della scenografia in movimento. Quando le luci si riaccendono c’è ancora il desiderio di ricominciare e allora la compagnia intona il canto coinvolgendo tutta la platea, nella gioia mista ad emozione dei protagonisti che salutano Napoli.

Lella Preziosi

Teatro e sorrisi al Mulino Pacifico

Sergio Viglianese

È “Tempo di ridere”! Sicuramente per migliorare e alleggerire tutto quello che in questi ultimi mesi ha reso la vita difficile a molti. La nuova stagione comica della Solot, compagnia stabile di Benevento, al Mulino Pacifico mette in scena nuove serate per ritrovare il buon umore e la bellezza di stare insieme.

Dopo la pandemia si cerca di ricominciare, nonostante non sia ancora passata del tutto l’ondata Covid, si sente l’esigenza di sorridere riprovando ad assaporare le serate a teatro.

Prima serata riuscitissima sabato scorso con Sergio Viglianese. Il comico televisivo, e non solo, ha messo in scena una piece elettrizzante e ironica, senza mai strafare. Ha divertito tra racconti originali e quadretti di vita “quasi ordinaria”,  con caricature e parodie sempre assestate.

Il teatro, pieno e partecipe, ha contribuito a rendere vivo e incalzante il monologo dell’attore che ha saputo coinvolgere la platea con savoir faire, indossando un sorriso instancabile e tenace.

“Gli appuntamenti al Mulino stanno andando bene, con un ritorno di pubblico che ha pienamente accolto l’invito a teatro, apprezzando gli appuntamenti proposti in cartellone.” – queste le parole di uno dei curatori artistici Michelangelo Fetto, che con Antonio Intorcia portano avanti i progetti teatrali in corso. Per questo programma comico sono affiancati da Giovanni Perfetto che, con la sua consulenza artistica, ha collaborato alle scelte in cartellone.

Perfetto ha anche contribuito alla serata con un breve show, introducendo con simpatia e vivacità Sergio Viglianese.

La rassegna proseguirà sabato 23 aprile, alle ore 20.30, con Vincenzo Comunale in “Definitivo3” uno show in cui si ironizza sulla “precarietà” del mondo di oggi, visto dagli occhi di un comico 26enne e si concluderà sabato 14 maggio, allo stesso orario, con Carmine Del Grosso in “#Solo uno spettacolo tra amici” uno show in cui il comico, di origine beneventana, come in una chiacchierata tra amici racconta i suoi drammi, che inevitabilmente si riveleranno essere i drammi di tutti.

Lella Preziosi

La nuova stagione comica della Solot

Sergio Viglianese

Al via “Tempo di ridere”, la nuova rassegna di stand up comedy della Solot. Ridere o non ridere questo è il problema, se sia più facile soffrire … no aspetta non era così … non era ridere era essere! Ho detto ridere invece di essere…però se ci pensi ridere è qualcosa che ha molto a che fare con essere laddove essere equivale a vivere. Perché? Perché ridere fa parte del vivere, perché ridere aiuta a vivere, perché una vita senza ridere equivale ad un cibo senza sapore. Qualcuno potrebbe obiettare: ma cosa c’è da ridere? Si potrebbe rispondere: e perché no? È contagioso? E lo vogliamo dire proprio in questo periodo?

E allora mettiamola così come l’avrebbe messa Bergson: “Il riso è sempre il riso di un gruppo, di una comunità, e rafforza le relazioni sociali tra coloro che ridono”. Voleva dire che è meglio socializzare in un teatro ridendo piuttosto che rischiare una malattia venerea in un’orgia.

Ad un attore che si presentò al provino di una sua commedia il grande Eduardo, noto fra le altre cose per la sua espansività, mise a suo agio l’artista con un perentorio “mi faccia ridere”. È risaputo inoltre che il riso è figlio della tragedia ed infatti cosa c’è di più divertente di uno che calpesta una deiezione canina o di uno che cade rovinosamente per le scale? La risposta è: ci sono i comici! E dove stanno? al Mulino Pacifico.

Queste le parole di Michelangelo Fetto per annunciare l’avvio di “Tempo di ridere”, la nuova rassegna di stand up comedy che a partire dall’ 8 aprile e fino al 14 maggio, vedrà in cartellone, al Mulino Pacifico, tre divertentissimi appuntamenti per il pubblico cittadino.

La rassegna promossa dalla Solot Compagnia Stabile di Benevento, con il coordinamento artistico e organizzativo di Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia e la consulenza artistica di Giovanni Perfetto, rende protagonista la stand up comedy, show comico caratterizzato da un dialogo diretto tra il performer e il pubblico presente in sala.

Si comincia venerdì 8 aprile, alle ore 20.30, con Sergio Viglianese in “Libertà e croccantini”, un divertentissimo monologo comico che parla di libertà in senso lato, da quella sessuale a quella di pensiero, delle scelte che abbiamo fatto che ci hanno portato ad essere le persone che siamo oggi e di ciò che dovremmo fare per sentirci veramente liberi. In questo spettacolo il comico, si toglie la maschera dei suoi personaggi più noti e porta sul palcoscenico una comicità vivace e mai volgare, mette in scena uno spettacolo imperdibile, dal quale il pubblico non riesce a staccare lo sguardo e smettere di ridere, sdrammatizza ed esorcizza i problemi e trova quella leggerezza e quel divertimento che solo la comicità può regalare.

Sergio Viglianese vanta una grande esperienza nel mondo della comicità, ha calpestato i più importanti palchi televisivi, Zelig, Colorado, MCS, Rai 1 e RAi 2. Ha messo in scena, numerosi monologhi e personaggi, un Angelo Custode, un Killer, un Re Pazzo, tra i quali spicca sicuramente il Meccanico Gasparetto.

La rassegna proseguirà sabato 23 aprile, alle ore 20.30, con Vincenzo Comunale in “Definitivo3” uno show in cui si ironizza sulla “precarietà” del mondo di oggi, visto dagli occhi di un comico 26enne e si concluderà sabato 14 maggio, allo stesso orario, con Carmine Del Grosso in “#Solo uno spettacolo tra amici” uno show in cui il comico, di origine beneventana, come in una chiacchierata tra amici racconta i suoi drammi, che inevitabilmente si riveleranno essere i drammi di tutti.

Il costo del biglietto per la partecipazione agli spettacoli è di € 12. Per ogni evento sarà attivata la biglietteria a partire dalle ore 18.00 del giorno stesso dello spettacolo presso il botteghino del Mulino Pacifico.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri 0824/47037 e 3381457688.

Ricordiamo, inoltre, che l’ingresso in struttura sarà consentito esclusivamente agli spettatori muniti di green pass rafforzato e mascherina ffp2.

“Disintegrazione”, il nuovo appuntamento per Obiettivo T

Venerdì 1° aprile, alle ore 20.30, presso il Teatro Mulino Pacifico, si terrà il quinto appuntamento di “Obiettivo T”, storica stagione teatrale promossa dalla Solot Compagnia Stabile di Benevento, con il coordinamento artistico di Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia, giunta quest’anno alla sua ventottesima edizione.

Disintegrazione splendida magnetica electric machine, questo il titolo dello spettacolo in programma, un progetto di Electroshocktherapy (EST) realizzato con il sostegno di Mutamenti/Teatro Civico 14.

Il collettivo Electroshock Therapy [EST], composto da Ilaria Delli Paoli, Paky Di Maio e Francesco Zentwo Palladino, nasce a Caserta, durante il lockdown ai tempi del COVID-19 per sperimentare tra i confini del teatro e della musica, passando per le arti visive, dando vita a performance ibride non strettamente legate agli schemi dell’una e dell’altra disciplina, coinvolgendo di volta in volta artisti diversi per indagare nuovi linguaggi e possibilità di creazione collettiva.

“Disintegrazione” è la prima produzione del collettivo EST che ha dato vita a questa performance dal vivo tra teatro, musica e visual art, attraverso la distruzione e ricostruzione di artisti, storie e icone che hanno caratterizzato la formazione e il percorso dei tre componenti del progetto. Si va da David Bowie a Marilyn Monroe, da J. C. Ballard ai The Cure, ma anche Sarah Kane, Baudelaire fino ad una preghiera in onore della Santissima Muerte messicana.

La voce dell’attrice Ilaria Delli Paoli, accompagnata dal sound artist Paky Di Maio, che manipolerà e genererà suoni al di fuori del contesto tradizionalmente musicale, e dal visual artist Francesco Zentwo Palladino, che riprodurrà con la tecnica visual le sensazioni e le suggestioni sonore attraverso giochi di ombre, luci, colori ed effetti digitali, darà vita a un evento coinvolgente e oltre i tradizionali confini del teatro.

Il costo del biglietto per la visione dello spettacolo è di €.10. La biglietteria sarà attiva a partire dalle ore 18.00 del giorno dell’evento presso il botteghino del Mulino Pacifico. È vivamente consigliato prenotare la propria poltrona ai numeri 0824/47037 – 3381457688.

Ricordiamo, inoltre, che l’ingresso in struttura sarà consentito esclusivamente agli spettatori muniti di green pass rafforzato e mascherina ffp2.

Beatles, Mogol e Battisti nel nuovo libro di Donato Zoppo

È in libreria l’ultima creatura di Donato Zoppo  Il nastro rosa a Abbey Road: il 1969 dei Beatles, il 1979 di Lucio Battisti, pubblicato da Pacini Editore. 

Il canto del cigno dei Beatles, la separazione di Mogol e Battisti, il testo racconta la fine di due straordinarie esperienze artistiche con l’introduzione di Alberto Fortis.

Abbiamo incontrato l’autore per conoscere meglio il progetto iniziato già qualche anno fa.

– Partiamo sicuramente dalla motivazione principale che ti ha spinto ad accorpare in un unico libro la parte conclusiva di due vicende artistiche, seminali per l’ambiente discografico mondiale in un caso ed italiano nell’altro, con il racconto della genesi della loro ultima opera.

La spinta iniziale è stata l’esigenza di un aggiornamento, dovuto ovviamente al clamoroso lavoro di Peter Jackson andato in onda qualche mese fa. Get Back ha messo in discussione alcune certezze, ha confermato alcuni sentori che la narrazione di Let It Be aveva un po’ sepolto, insomma è stato l’episodio definitivo per fare chiarezza sul periodo della lunga dissoluzione, che avevo raccontato nel mio libro del 2019. Inevitabile rimetterci le mani, così ho approfittato per rivedere e aggiornare anche il mio ultimo Battisti. Essendo stati due titoli della stessa collana, e avendo soprattutto vari punti in comune, ho deciso di accorparli, creando qualcosa di nuovo.

– Tenuto conto che entrambi i libri e le rappresentazioni dal vivo, da cui è scaturita la nuova tua creatura editoriale, vivono in maniera autonoma e sono singolarmente un approfondimento dettagliato, come al tuo solito ben romanzato non solo della vita musicale dei due artisti ma di tutto il loro vissuto in quello specifico momento storico, quale è la scintilla che ti ha portato a scriverne ancora e quali emozioni hanno nuovamente suscitato in te nel riproporle?

Sia sui Beatles che su Battisti è stato scritto praticamente di tutto, dunque trovare delle novità oppure affrontare la materia da un punto di vista originale è davvero difficile, se non impossibile. Quello che oggi un autore può fare – deve fare, mi sento di dire – è offrire il proprio punto di vista, sicuramente emozionato e appassionato, ma soprattutto ponderato e competente. Tornare alla materia Beatles è stato importante anche perché ho narrato la fase finale della loro storia, quella più delicata e avvincente, quando il gruppo era ormai sfaldato e emergevano sempre di più le attività dei singoli, John e George in modo particolare. Sul versante battistiano, la situazione non era molto diversa: dieci anni dopo la fine dei Beatles, tra il 1979 e il 1980, Battisti e Mogol si separavano, e anche la fine di quel sodalizio fu vissuta come un piccolo grande trauma da chi li amava. Le motivazioni però erano molto diverse, e anche questo rende intrigante il racconto.

– In particolare cosa scopriremo di nuovo, per entrambi gli artisti, nel libro e quali parti sono maggiormente approfondite rispetto alle precedenti pubblicazioni?

Il testo sui Beatles, come detto, è ravvivato dalla visione di Get Back, la serie tv di Peter Jackson che ha messo in mostra in modo chiaro ed evidente il mese di gennaio 1969 che ho raccontato nel libro, dunque è stata l’occasione per rimettere in ordine alcune cose. Non ci sono state, invece, grosse novità sul versante battistiano, tuttavia ho menzionato per una curiosa coincidenza la controversa mostra di quadri di Battisti che si tenne a Roma nel 2011. Uno di questi quadri si chiamava Una giornata uggiosa, proprio come il disco del 1980. Fin qui nulla di esaltante, se non fosse che il quadro fu dipinto un bel po’ di anni prima… Ho intervistato la curatrice Carla Ronga e abbiamo messo un po’ di faccende in ordine. Inoltre ho inserito nel libro stralci di lunghe e appassionate conversazioni che ho tenuto con figure del calibro di Ernesto Assante, Maurizio Baiata, Massimo Bonelli, Gino Castaldo, Valerio Corzani, Rolando Giambelli, Mario Giammetti, Federico Guglielmi, Roberto Manfredi, Carla Ronga, John Vignola e Fabio Zuffanti. Aggiungi anche una bella introduzione del grande Alberto Fortis…

– Quando riporterai in giro queste tue rappresentazioni editoriali affiancate dal gruppo musicale e, in particolare, avete già deciso di proporre uno spettacolo unico tra Beatles e Battisti, come il nuovo libro, oppure continuerete a mantenere i due programmi separati?

I nostri storytelling-concert su Battisti e Beatles sono attualmente in stand-by. Abbiamo girato l’Italia, in particolare con il primo, e mi piacerebbe reinventare il progetto con un unico show. Miei impegni editoriali (due libri in uscita tra estate e inverno 2022/23) mi impediscono di dedicarmici, ma auspico quanto prima un ritorno sul palco.

Rino Pastore

Il verde speranza di “Tropicana”. Il mondo esplode ma non cambia

di Lella Preziosi

Tropicana”, in scena al Mulino Pacifico di Benevento per “Obiettivo T” stagione teatrale a cura della Solot compagnia stabile della città, il 25 febbraio scorso, ha presentato un progetto (Frigoproduzioni) per la regia di Francesco Alberici.

Nel verde smeraldo e glaciale di un ipotetico e disordinato  luogo qualunque, che potrebbe anche essere un’isola tropicale o una cantina metropolitana, un gruppo musicale racconta una canzone, tra immaginarie scritture e rivalse amicali.

Il grottesco rapporto tra i quattro giovani arriva dritto alla platea. Francesco Alberici – curatore della drammaturgia collettiva e ironico autore, Salvatore Aronica – glaciale chitarrista quasi crudele, Claudia Marsicano – voce potente con il carattere di una pantera, e Daniele Turconi – aspirante corista, apparentemente un passo indietro rispetto agli altri. Senza filtri i protagonisti, sempre in un equilibrio reciproco, svelano alla platea i loro caratteri originali: gorgheggiano, cantano e si alternano in un via vai di desideri, sogni, incubi, alla ricerca della propria realizzazione. Anche a discapito del rapporto di amicizia, cercano di primeggiare e di ottenere maggiore visibilità per uniformarsi alla reale richiesta di mercato.

“Tropicana”, non è solo una canzone del 1983 del Gruppo Italiano, di cui il pubblico ricorda solo il ritornello, ma è la fotografia reale della globalizzazione di massa che segue uno stereotipato comportamento. È il non essere sé stessi per adeguarsi ad una realtà ipotetica. È una stesura quanto mai contemporanea; perché racconta di una esplosione “atomica”, mentre si beve una bibita naturale e si guarda una pubblicità alla TV. L’insieme della scrittura, realizzata dal gruppo, è un’equazione ben miscelata dei comportamenti umani, che alterano gli equilibri precari di una società in decadimento. È sicuramente un grido nell’universale caos creato dal marasma di input, per la maggior parte negativi, che pullulano oggi i media.

Gli attori in scena diventano quasi dei buoni amici per coloro che li osservano attenti dalla sala in penombra, dalla quale arrivano suggerimenti, risate e applausi meritati.

Alla fine, la conclusione non riesce a convincere gli spettatori che sia sul serio terminata la pièce. Forse c’è ancora da aspettarsi qualcosa dai protagonisti:  l‘ultima canzone, una battuta ironica o solo un semplice sorriso.

Ritornano metallici i versi di “Tropicana”  a sugellare l’esplosione lenta che, come un replay, fa tornare il tutto al punto di partenza.

Ma il viaggio non è ancora finito.

Tropicana, non solo una canzone. Il terzo appuntamento per Obiettivo T 2022

Domani 25 febbraio, alle ore 20.30, presso il Mulino Pacifico, si terrà il terzo appuntamento di “Obiettivo T”, storica stagione teatrale promossa dalla Solot Compagnia Stabile di Benevento, con il coordinamento artistico di Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia, giunta quest’anno alla sua ventottesima edizione.

“Tropicana”, questo il titolo dello spettacolo in programma, finalista In-Box 2020, Rete di sostegno del teatro emergente italiano. Si tratta di un progetto di Frigoproduzioni, giovane e brillante compagnia milanese, composta da Francesco Alberici, Salvatore Aronica, Claudia Marsicano (Premio UBU 2017 nuova attrice under 35) e Daniele Turconi, nato da una drammaturgia collettiva.

Tropicana è un brano del Gruppo Italiano che nell’estate 1983 domina le classifiche diventando il ‘tormentone’ per eccellenza. Utilizzando in maniera paradigmatica il brano e l’esperienza del Gruppo Italiano, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗔𝗹𝗯𝗲𝗿𝗶𝗰𝗶 (Premio UBU 2021 nuovo attore under 35) e la compagnia Frigoproduzioni aprono una riflessione sul rapporto tra arte e mercato. Sul palco l’identità della compagnia si sovrappone a quella del Gruppo Italiano, in un cortocircuito tra identità reali e immaginarie, in cui ogni interprete sembra fare outing delle proprie debolezze, vigliaccherie e speranze. 

Il costo del biglietto per la visione dello spettacolo è di €.10. La biglietteria sarà attiva a partire dalle ore 18.00 del giorno dell’evento presso il botteghino del Mulino Pacifico. È consigliato prenotare la propria poltrona ai numeri 0824/47037 e 3381457688.

Un momento dello spettacolo

Amore e amicizia in scena per Obiettivo T

di Lella Preziosi

Il ritorno a teatro per la Stagione Invernale “Obiettivo T”, firmata Solot, ha offerto ieri sera l’opportunità al pubblico di incontrarsi per poter fruire della bellezza dello spettacolo al Mulino Pacifico di Benevento. Dopo la lunga fila, dovuta ai controlli doverosi per il regolamento anti Covid, è valsa la pena attendere l’inizio della “Rosa del mio giardino” che ha meritato la sala piena e gli applausi finali.

Nel giardino di Claudio Finelli è la rosa che sovrasta un grigio panorama, realizzato dai sogni ispiratori degli artisti che lo animano, diretti da Mario Gelardi.

Salvador Dalì e Federico Garcìa Lorca, come in un paso doble, rivivono nelle ombre di un tragico terreno. Le due personalità opposte tra loro, ma quanto mai intrecciate in un rapporto d’amore, in sinergia con una singolare fratellanza amicale, si dischiudono a un dialogo moderno che si intreccia con i testi del poeta spagnolo.

Il marchese di Pùbol, pittore e scultore, con il suo carattere tagliente e le sue battute aspre, come in un gioco di specchi, si riflette in Federico, lo scrittore andaluso pieno d’amore e fantasia sempre legato ad una reale inquietudine, tra nostalgia e abbandoni, angoscia e protesta.

La coppia danza accompagnata dalla musica, eseguita da Arcangelo Michele Caso, che si trasforma in suoni attutiti e premonitori di nuovi eventi, tra luci diverse e voci che raccontano, fondendosi nei passi dei personaggi.

Gli attori Simone Borrelli e Alessandro Palladino, con mimica e personalità, carattere e passione, ammaliano la platea. La fine inevitabile, detta la conclusione dolorosa e crudele, lasciando come unico testimone il fiore quotidiano, ideale di bellezza e di vita, che Lorca aveva dedicato al suo amico Dalì: “… Ma anche la rosa del giardino che vivi. Sempre la rosa, sempre, nord e sud di noi stessi.” (Ode a Salvator Dalì)

Simone Borrelli e Alessandro Palladino

“Lovesick duo” battezza la nuova edizione di Poietika

La nuova edizione del festival  Poietica a Campobasso, diretto da Maurizio Oriunno, presenta alla chiusura della prima giornata del 13 ottobre il concerto del duo emiliano “LOVESICK DUO”, presso il palazzo GIL con inizio alle ore 21,00.

In scena Francesca Alinovi e Paolo Roberto Pianezza. La prima una cantante capace di armonizzare le voci, ma non solo! Infatti, l’eclettica musicista suona il contrabbasso, sul quale ha applicato una superficie particolare che le permette di usare la cassa armonica del suo strumento anche come percussione e washboard, suonato con la spazzola per batteria. Il secondo è il cantante principale nonché chitarrista, il quale utilizza chitarra elettrica con cassa armonica tipo semiacustica, un’altra rexophonica con cassa metallica e la steel guitar.

L’impatto del loro suono e la fusione delle due voci ha immediatamente colpito l’ascoltatore, dando l’impressione che a suonare fossero almeno il doppio dei musicisti impegnati.

Il loro progetto italianissimo è nato nel 2015, ma ha da sempre come obiettivo un suono interamente americano, votato ad abbracciare il suono rurale degli States a cavallo degli anni quaranta e cinquanta. Insomma, il loro mondo è tutto il substrato di musica country, rockabilly e western che ha poi generato sul finire degli anni cinquanta il rock’n’roll ed il fenomeno di Elvis Presley.

Il loro nome deriva dal brano più conosciuto “Lovesick Blues” di Hank Williams, pioniere di questa musica rurale degli States, che, a sua volta, deriva dal blues di colore.

Il repertorio del duo pesca a piene mani dal proprio repertorio originale, che si dispiega su tre album di produzione indipendente, in cui spesso il cantato è sia in italiano che in inglese. Altri brani arricchiscono il repertorio come canzoni di Chuck Berry ad Hank Williams, che vanni dal carattere caraibico ad Elvis, spesso affondando le mani anche nel repertorio di Johnny Cash.

Il concerto è davvero piacevole, a tratti reso interessantissimo e coinvolgente dalla preparazione e dalla verve dei due musicisti. Il tempo scorre in maniera tanto veloce e piacevole che il numerosissimo pubblico si ritrova quasi spiazzato alla fine, con la voglia di riascoltare questo Lovesick Duo, a breve, in un locale tipo saloon/pub e con la presenza di tanto cibo e bevande. Sarebbe bello ritrovarli in uno dei locali nostrani per poter vivere serate caldissime con musica d’eccezione.

Il programma continua. Nella giornata di oggi alle ore  17,00 – Spazio 1 Palazzo Gil –  Macchine Umane, Workshop a cura di Azzurra De Gregorio – Artist Network About The Future Festival; ore 21,00 – Auditorium Palazzo Gil – Murubutu “Dante A Tempo Di Rap” Talk e Showcase, Evento dedicato a Dante in Occasione dei 700 anni dalla morte; 16 Ottobre – ore 17,00 – Auditorium Palazzo Gil – “Reportage Del Patrimonio”, Presentazione Progetto a cura di Antonio Politano; ore 18,00 – Auditorium Palazzo Gil – “Finestra Sull’altrove”, Matteo Pericoli dialoga con Michele Porsia, ore 21,00 – Teatro Savoia – Teresa Salgueiro in Concerto; 17 Ottobre – ore 18,00 Teatro Savoia – “Afghanistan, Terra Di Confine”, collegamento online con Deborah Ellis, Syed Ahmad Shah Sadaat, ex Ministro Afghanistan e Alì Ehsani, scrittore.

Per l’ingresso è indispensabile il Green Pass. Per prenotazioni e biglietti: Eventi gratuiti www.liveticket.it; Eventi a pagamento www.liveticket.it/ – Palazzo GIL dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Rino Pastore